
Ogni anno a marzo Pechino ospita un evento di portata strategica per la Repubblica Popolare, come le Due Sessioni. Il loro nome può incuriosire il comune cittadino occidentale, poco avvezzo alle ritualità costituzionali di un sistema politico diverso dal suo, ma in realtà si tratta di qualcosa che gli è molto più vicino di quanto possa pensare. Il sistema parlamentare cinese presenta infatti somiglianze col nostro bicameralismo, con la Conferenza Consultiva Politica del Popolo Cinese (CPPCC), con circa duemila membri provenienti dai partiti nazionali al di fuori del PCC, settori professionali e minoranze etniche, e il Congresso Nazionale del Popolo (NPC), organo legislativo supremo con quasi tremila deputati eletti formalmente. Di fatto, con le Due Sessioni, i due organi si riuniscono insieme dando luogo ad una sorta di annuale bicamerale, o seduta comune, simile a quelle che il nostro Parlamento tiene per votazioni di grande rilievo per la Repubblica, ad esempio grandi riforme costituzionali o ancora l'elezione del Capo dello Stato.
La durata delle Due Sessioni è sempre di circa due settimane, al fine di approvare il bilancio statale, il piano di sviluppo annuale, e così pure le leggi e le risoluzioni, oltre ad esaminare il Rapporto sul Lavoro fornito dal Governo. Sebbene all'estero molti analisti fatichino a comprenderne la portata, col risultato di vederle soprattutto come un solenne rito pubblicitario, in realtà grazie alle Due Sessioni il Paese può puntualmente individuare le varie priorità politiche, economiche e strategiche, tracciando di conseguenza le soluzioni da adottare. Quest'anno le Due Sessioni hanno avuto inizio il 3-4 marzo, concludendosi l'11-12 marzo, guadagnandosi probabilmente un peso maggiore rispetto agli anni precedenti visto l'avvio in concomitanza del 15° Piano Quinquennale 2026-2030, documento strategico che guiderà lo sviluppo nazionale per il prossimo quinquennio.
Tradizionalmente, il cuore delle Due Sessioni risiede sempre nel Rapporto sul Lavoro del Governo, che il premier Li Qiang ha consegnato il 5 marzo. L'obiettivo di crescita fissato per il 2026 è tra il 4,5 e il 5%, che alcuni analisti esteri indicano come “il più basso dal 1991” suggerendo implicitamente un rallentamento strutturale dell'economia cinese, se non addirittura un segnale di prossimo crollo. In realtà, senza troppo badare a certe analisi inquinate dal wishful thinking, tale intervallo indica soprattutto prudenza dinanzi alle attuali incertezze globali dovute alla guerra commerciale con gli Stati Uniti, il peggioramento delle condizioni economiche negli stessi Stati Uniti oltre che in Unione Europea, e che incidono sulla domanda esterna, o ancora i conflitti che in Medio Oriente stanno ora pericolosamente impattando, come nel caso dell'attacco all'Iran, sull'energia e altre commodities, e sulle catene di fornitura. Nel momento in cui Pechino diventa un attore sempre più centrale ed indispensabile a livello globale, le gravi questioni che coinvolgono il Pianeta finiscono inevitabilmente per esporla ad un maggiore coinvolgimento e ad un altrettanto maggiore impatto sulla sua vita interna.
Sotto questo aspetto, acquisiscono quindi un maggior peso anche gli ulteriori dati prefissati dal Governo: non solo la crescita tra il 4,5 e il 5%, ma anche la creazione di 12 milioni di nuovi posti di lavoro urbani, il controllo dell'inflazione al 2%, l'obiettivo di produzione cerealicola a 700 milioni di tonnellate, le riduzione delle emissioni di CO2 per unità di PIL di circa il 3,8%, la spesa per il bilancio pubblico generale che per la prima volta raggiungerà i 30 trilioni di yuan, o ancora un rapporto deficit/PIL al 4%, con l'emissione di 1,3 trilioni di yuan di bond speciali ultra-lunghi e 4,4 trilioni di bond locali speciali. Tra gli altri punti presentati dal Governo alle Due Sessioni, si possono poi trovare 755 miliardi di yuan stanziati per la ricerca, 800 per nuove ed importanti strategie di sicurezza nazionale, raccolti tramite obbligazioni del Tesoro a lunghissimo termine, in settori chiave come i circuiti integrati, l'aviazione e l'aerospaziale, la biomedicina e l'economia a bassa quota, o lo sviluppo di settori al momento ancora molto futuristici come le nuove forme di produzione dell'energia, la tecnologia quantistica, l'AI incorporata, le interfacce tra cervello e computer, o ancora il 6G. Non solo, ma anche altre frontiere tecnologiche come la biotecnologia o l'AI Plus riceveranno un importante impulso, senza in ogni caso distogliere il Governo dal compito di portare avanti pure un ambizioso piano di crescita del reddito per i residenti urbani e rurali. Saranno perciò avviate misure pratiche volte ad incrementare i guadagni dei gruppi a basso reddito, aumentare il reddito da proprietà e perfezionare i sistemi di retribuzione e previdenza sociale. Così pure per quanto riguarda la previdenza sociale, l'assistenza sanitaria, l'istruzione, il sistema immobiliare, la rivitalizzazione delle aree rurali o ancora la creazione di un mercato nazionale unificato e la lotta alla disoccupazione, al 5,5% nelle città.
Queste ultime misure indicano la volontà del Governo, come denotato dal Rapporto, di coltivare la domanda interna sostenendo la produzione e rafforzando la capacità di cinese di crescere, mantenendo l'odierna stabilità socio-economica, malgrado le flessioni nell'export. Il maggior sostegno al settore privato, con misure per favorire l'accesso al credito e ridurre i rischi, fornisce un grosso incentivo alla crescita dell'occupazione e quindi anche della domanda, dato che molti cittadini possono a quel punto contare su un maggior potere di acquisto. Analogamente, visti i rischi finanziari a livello internazionali, vengono intraprese misure per fare di Pechino una “superpotenza finanziaria” sempre più in grado di prevenirli ed assorbirli. Anche il rafforzamento della leadership tecnologica avrà un ruolo di primo piano in questa strategia, con la promozione delle industrie emergenti e del futuro, l'iniziativa AI Plus, l'aumento degli stanziamenti per la R&D, tutti elementi che già abbiamo precedentemente elencato. Non a caso, il Presidente Xi Jinping ha esortato le province economicamente forti a guidare l'innovazione e resistere agli shock esterni, al fine di ridurre la dipendenza da tecnologie straniere, in particolare americane, e posizionare la Cina come leader globale nei settori strategici.
Senza dubbio anche la lotta per la tutela dell'ambiente possa fornire maggiori opportunità alla crescita economica e all'occupazione, con la creazione di un fondo nazionale per la transizione a basse emissioni di carbonio, lo sviluppo di idrogeno e carburanti verdi, col Piano Quinquennale che prevede una riduzione cumulativa dell'intensità carbonica del 17% entro il 2030. Tra nuove possibilità all'ordine del giorno, vi è anche un Codice Ecologico-Ambientale. Analogamente, le misure per il miglioramento della copertura sanitaria, come l'espansione di ospedali di proprietà straniera, l'uso dell'AI per una “sanità intelligente”, e la focalizzazione sulla prevenzione e l'assistenza agli anziani, con un obiettivo di vita ad 80 anni, possono comportare maggiori possibilità in campo economico ed occupazionale.
Un importante capitolo finale è rivestito dalle questioni politiche interne ed internazionali, con le Due Sessioni che hanno visto attribuire un forte ruolo alla diplomazia. Il Ministro degli Esteri Wang Yi, durante la conferenza stampa, ha delineato una visione chiara: costruzione di una “comunità dal destino condiviso per l'umanità”, multipolarismo ordinato e globalizzazione inclusiva, opposizione ad unilateralismo, alla politica di potenza e al “bullismo”. Vi è un profondo sguardo alle relazioni tra Cina e Stati Uniti nel 2026, anno importante considerando ad esempio la visita del Presidente Donald Trump a Pechino il prossimo 31 marzo: dalla controparte Pechino auspica infatti rispetto reciproco, convivenza pacifica e cooperazione win-win, mentre con l'Unione Europea si denotano relazioni in ripresa stante l'opposizione al protezionismo. Anche per quanto concerne il corposo dossier internazionale, sulla catena di conflitti che da Gaza al Libano fino all'Iran dilania il Medio Oriente, l'appello è ad un immediato cessate-il-fuoco, per porre fine ad “una guerra che non sarebbe dovuta accadere”. Verso Gaza, le Due Sessioni rilanciano le parole del Ministro, circa il sostegno alla soluzione a due Stati. Vi è un forte sostegno all'Iniziativa Globale per la Sicurezza, secondo il principio per cui gli affari mediorientali devono essere decisi dai Paesi della regione.
Riguardo al Mar Cinese Meridionale, si segnala un incoraggiante avanzamento nei negoziati per un Codice di Condotta (COC), ed è stato ribadito come Taiwan sia parte integrante ed inalienabile della Madrepatria cinese, sotto la cui sovranità per diritto internazionale ricade, con l'avvertimento che qualsiasi tentativo di rompere il processo di riunificazione sarà contrastato con determinazione. Così ne hanno parlato il Ministro Wang Yi, come il Primo Ministro Li Qiang, ribadendo che il ritorno dell'Isola alla Madrepatria è un affare interno che non dovrebbe conoscere ingerenze da parte straniera, dal momento che ciò costituirebbe la violazione di una grave linea rossa: una posizione accolta anche da delegati dell'Isola stessa, presenti alle Due Sessioni, che hanno definito l'indipendentismo avventurato dalla leadership di Taipei come un “vicolo cieco”. L'auspicio è comunque quello di poter approdare ad una riunificazione in modo ordinato, pacifica e non a mezzo di modalità emergenziali.
Guardando infine alle altre, varie questioni inerenti il Sud Globale, si registra il costante rafforzamento di iniziative come BRICS, SCO, o ancora delle forme di cooperazione tra Cina ed America Latina e tra Cina ed Africa, in questo caso con l'abbattimento totale delle tariffe sulle importazioni da 53 dei 54 membri dell'Unione Africana. Anche la Belt and Road Initiative (BRI) rientra infine nel focus sugli esteri, date le sue indubbie capacità di aggregazione tra partner e di crescita dell'intesa reciproca, nonostante l'indubbia rilevanza sull'economia e lo sviluppo nazionali, grazie anche al sostegno dato all'alta qualità e all'apertura degli standard.
