
Quello del 1° Ottobre, per la Nuova Cina, è sempre un evento di fondamentale importanza: l'Anniversario della fondazione della Repubblica Popolare, che in quel lontano 1949 il suo primo Presidente Mao Zedong proclamò dagli spalti della Città Proibita. Le truppe del PCC avevano appena concluso la Guerra Civile contro i nazionalisti del KMT, fuggiti a Formosa, e l'intera Cina continentale era a quel punto unita sotto un nuovo governo deciso a chiudere energicamente i conti con un drammatico passato. Il Secolo delle Umiliazioni, le occupazioni territoriali da parte di europei e giapponesi, la Guerra Sino-Giapponese e la Seconda Guerra Mondiale, tutto quel che era trascorso dalla seconda metà del XIX Secolo alla prima metà del XX doveva da allora essere superato per marciare verso una Cina forte, unita e sovrana. 76 anni sono passati da allora, durante i quali la Cina ha accolto il ritorno Hong Kong e Macao, per prepararsi oggi a quello che in futuro riguarderà Taipei: un fatto fisiologico, esattamente come in passato anche altri paesi si riunificarono nonostante status giuridici che maggiormente ne blindavano la divisione. Ben si comprende, quindi, quanto un simile giorno sia carico di simbolicità per l'intero popolo cinese, rappresentando pure una grande vetrina in grado di fotografare di volta in volta l'immenso progresso politico, sociale ed economico conosciuto dal Paese.
Ne abbiamo una prova nell'inizio della “Settimana d''Oro”, che coincide proprio con l'Anniversario e vede milioni di cittadini cinesi concedersi ferie e viaggi in tutto il Paese. L'iniezione data all'economia da tutta quell'attività è intuibile, a maggior ragione se vi associamo pure i regali e i forti aumenti percentuali riscontrati dal commercio online. Quanto alle celebrazioni, le principali si sono viste a Pechino, con migliaia di persone concentratesi in Piazza Tienanmen per assistere alla cerimonia dell'alzabandiera: la bandiera nazionale, dalle enormi dimensioni, è stata issata con le note dell'Inno Nazionale, salutata dal rilascio di diecimila colombe della pace alzatesi in cielo. E' stato un momento emozionante, dal grande impatto emotivo per i tanti spettatori dal vivo e dalla TV. Nel pomeriggio, si è tenuto un ricevimento di alto livello presso la Grande Sala del Popolo, presieduto dal premier Li Qiang, con circa 800 ospiti tra cinesi e stranieri. A Hong Kong, invece, i leader locali hanno cantato l'Inno Nazionale in un analogo evento ufficiale, parlando di sviluppo economico ed integrazione nazionale. In tutto il Paese, tradizionalmente, le celebrazioni della Festa Nazionale vedono lanciare fuochi d'artificio, concerti patriottici, gite turistiche e ritrovi familiari, con particolar enfasi sul Festival di Metà Autunno che quest'anno cade in loro concomitanza.
Al ricevimento nella Grande Sala del Popolo di Pechino, i protagonisti principali sono stati i vertici del PCC e del governo, dal Presidente Xi Jinping al premier Li Qiang, dal Presidente del Comitato Permanente del Comitato Permanente dell'Assemblea Nazionale del Popolo Zhao Leji al Presidente del Comitato Consultivo Politico del PCC Wang Huning, dal Segretario del Comitato Municipale di Pechino Cai Qi al vicepremier Ding Xuexiang, dal segretario della Commissione Centrale per la Disciplina del PCC Li Xi al vicepresidente Han Zheng, ed altri ancora. Molti i dignitari stranieri, come figure diplomatiche e rappresentanti del mondo culturale. Le varie immagini diffuse dai siti nazionali, a cominciare dall'agenzia Xinhua, ne offrono un ampio dettaglio. Il discorso principale è stato tenuto dal Presidente Xi, nella precedente giornata del 30 settembre, vigilia della Festa Nazionale, con un'esortazione alla nazione a “proseguire con determinazione” nella modernizzazione cinese, definendo la “grande rinascita della nazione cinese” una “causa senza precedenti” a cui è giusto tributare spirito d'autosufficienza e perseveranza.
Ha plauso ai 76 anni di successi raccolti dal PCC dalla fondazione della Nuova Cina, richiamandosi alla recentissima celebrazione dell'80° Anniversario della Vittoria contro l'aggressione giapponese in cui internazionalismo e patriottismo cinese si sono incontrati conoscendo livelli mai visti prima. Successivamente s'è soffermato sui progressi del 2025, in termini di riforme, sviluppo d'alta qualità, benessere popolare e governance della nazione e del partito, il tutto tenendo conto del non facile contesto globale. Ancora, nel suo discorso ha anticipato la Sessione Plenaria del IV Comitato Centrale del XX Congresso del PCC di novembre, per pianificare il 15° Piano Quinquennale del 2026-2030 con un forte accenno alla modernizzazione socialista entro il 2035. Ribadendo poi il sostegno alla politica di “un paese, due sistemi” per Hong Kong e Macao, ha incoraggiato il loro percorso d'integrazione economica.
Sul fronte internazionale, ha lanciato moniti sull'indipendenza di Taipei e le “interferenze esterne” strumentalmente volte ad alimentarla, invitando ad intensificare gli scambi nello Stretto per salvaguardare la sovranità. Gli interscambi tra le due sponde, tra l'Isola di Taipei e la Madrepatria, sono in effetti d'alto rilievo ormai da decenni, con importanti sinergie economiche e tecnologiche tra rispettive aziende oltre ai tanti movimenti personali. La loro separazione, a cominciare dai momenti più duri del passato, è parsa sempre un elemento fisiologicamente innaturale. Xi ha poi invitato ad un “vero multilateralismo” tramite le Iniziative Globali di Sviluppo, Sicurezza, Civiltà e Governance, per costruire una “comunità con un futuro condiviso per l'umanità”. Il discorso del Giorno Nazionale del 1° Ottobre ha visto il Presidente reiterare gli avvertimenti sul futuro di Taipei e le interferenze esterne, testimoniando quanto essenziale l'argomento sia per l'intera sicurezza nazionale, con una forte enfasi sulla difesa della sovranità. Nei vari festeggiamenti tenuti in altre città, i leader locali hanno analogamente tenuto discorsi dai medesimi temi, dal forte carattere patriottico.
In generale, anche questo giorno di Festa Nazionale è suonato al pari dei precedenti o dell'Anniversario per l'80° della Vittoria come un forte segnale di stabilità e continuità in un mondo attraversato da continue turbative e dalle molte fluidità. La Cina odierna, la Nuova Cina, si presenta in un contesto internazionale sempre più segnato dalle incertezza come un indispensabile ed auspicato fattore di stabilità. Al contempo, è fattore pure di modernizzazione ed elevamento del benessere, non soltanto agli occhi del vasto Sud Globale che allo sviluppo dei rapporti con Pechino punta per la sua emersione ed emancipazione dal sottosviluppo e dai retaggi del neocolonialismo, ma anche per le economie mature dell'Occidente, alle quali si presenta come garanzia contro il loro declino. Sarà il tempo a metter sempre più in luce queste altre dinamiche: molte già affiorate, altre destinate ad affiorare verosimilmente ben prima di quanto si possa pensare.
