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I 98 anni dell'Esercito Popolare di Liberazione, un Anniversario nel segno dell'Unità

03-08-2025 18:02

Filippo Bovo

I 98 anni dell'Esercito Popolare di Liberazione, un Anniversario nel segno dell'Unità

Il 98° anniversario dell'Esercito Popolare di Liberazione: tra celebrazioni e messaggi di unitàIl 1° agosto 2025, la Cina ha celebrato il 98° annivers

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Lo scorso 1° Agosto la Cina ha celebrato il 98° Anniversario dalla fondazione dell'Esercito Popolare di Liberazione (PLA), data che coincide anche con l'80° Anniversario del Giorno della Vittoria nella Seconda Guerra Mondiale contro l'occupazione giapponese. Davvero importanti e significative, e non poteva essere altrimenti, le cerimonie tenutesi in tutto il Paese, con un loro logico epicentro nella capitale Pechino; e forte e sentito il richiamo ai valori politici e nazionali su cui fin dal 1949 si fonda la Nuova Cina. Al loro centro, il Forum del 1° Agosto, partecipato dai vertici politici e militari nazionali e presieduto dal Presidente Xi Jinping in qualità di prima guida della Commissione Militare Centrale. Nel suo discorso, il Presidente ha ribadito l'importanza di disporre di un Esercito forte e moderno come garanzia della stabilità nazionale e della sicurezza globale; ha poi lodato i grandi sacrifici sin qui compiuti dai militari e gli enormi progressi raggiunti dal PLA, trasformatosi negli anni da forza di guerriglia in uno dei maggiori e tecnologicamente più avanzato Esercito al mondo, pronto a salvaguardare gli interessi nazionali.

 

Tra i tanti temi toccati da Xi Jinping e dagli altri leader, la fedeltà dell'Esercito al PCC, sotto la cui visione ha liberato il Paese dall'occupazione giapponese e trionfato sui Nazionalisti, fino alla proclamazione della Repubblica Popolare. Quanto ricordato dal Presidente cinese è stato interpretato da alcuni osservatori come un implicito monito a coloro che, dall'esterno, puntano a demoralizzare le Forze Armate e la società per attentare alla stabilità e alla natura politica del Paese; ad esempio mettendo in dubbio l'ineluttabilità del ritorno di Taiwan alla Madrepatria. Un altro tema è stato quello della modernizzazione tecnologica e della ricerca e sviluppo nel comparto della difesa con l'obiettivo, certo oggi acquisito ma in ogni caso sempre da tutelare, d'ottenervi la piena autosufficienza superando le residue dipendenze da tecnologie straniere. Nell'odierno quadro di crescenti tensioni globali e progressive restrizioni anche nell'interscambio tecnologico, appare un imperativo più che comprensibile. 

 

Ancora, la questione di Taiwan, già in parte sfiorata commentando il primo punto: la “grande causa della riunificazione nazionale” per Pechino è un argomento inviolabile, come del resto lo sarebbe per ogni altro Paese al cospetto di un proprio territorio che forze ostili sottraggano alla sua sovranità. Sebbene Pechino prediliga una riunificazione pacifica, tramite strumenti politici e diplomatici, da sempre e così pure in questa occasione è stato ricordato che dinanzi ad altrui ed arbitrarie azioni il PLA sarà pronto nel “difendere la sovranità e l'integrità territoriale”. Tuttavia, non alla sola difesa e al sostegno della riunificazione nazionale guardano le Forze Armate della Nuova Cina, come provato dalla loro partecipazione alle missioni di peacekeeping dell'ONU e alle esercitazioni militari congiunte con altri Paesi, dalla Russia agli altri membri della SCO (Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai). Ciò prova, oltre al loro grande rilievo internazionale, anche il ruolo della Cina come fondamentale attore geopolitico globale.

 

Eppure, come in parte abbiamo già raccontato, se oggi è uno degli Eserciti più importanti e tecnologicamente avanzati al mondo, il PLA ha origini davvero umili ma non certo meno gloriose. Fondato il 1° Agosto 1927 durante la Rivolta di Nanchang guidata da Zhou Enlai e Zhu De, subito dopo la scissione tra il PCC e il Kuomintang di Chiang Kai-shek, ebbe in Armata Rossa dei Lavoratori e dei Contadini il suo primo nome. Per oltre vent'anni combatté una dura guerra di guerriglia contro le forze nazionaliste, costringendole dopo la Lunga Marcia e l'Incidente di Xi'an ad unirsi alla sua lotta contro l'Esercito Imperiale Giapponese che fin dal 1931, con l'Incidente di Mukden, aveva iniziato ad occupare il Paese dando vita in Manciuria allo Stato fantoccio del Manchukuo. 

 

Nel 1937, con l'Incidente del Ponte Marco Polo, il Giappone aumentò ulteriormente la sua pressione espansionista sulla Cina, col PCC in prima linea nel logorarne le forze d'occupazione. Sotto la guida di Mao Zedong, tornato fin dalla Lunga Marcia alla guida del PCC, il futuro PLA perfezionò la strategia della “guerra di popolo”, con l'entusiasta partecipazione delle masse cinesi che ne garantirono una vertiginosa crescita nel numero dai combattenti. Dopo la Vittoria sui giapponesi nel 1945 e la nuova rottura tra PCC e Kuomintang, la possenza numerica, la conoscenza del territorio ed il sostegno popolare gli permisero infine di trionfare nel 1949 sulle forze di Chiang Kai-shek, rifugiatesi a Taiwan mentre a Pechino veniva fondata la Repubblica Popolare.

 

Dopo fondazione della Repubblica Popolare Cinese, l'Armata Rossa venne ribattezzata Esercito Popolare di Liberazione, acquisendo il ruolo di difendere i confini del nuovo Stato e sostenere il Partito. Ma un suo primo e convincente collaudo già si vide nella partecipazione alla Guerra di Corea scoppiata l'anno successivo, nel 1950, e protrattasi sino al 1953: in quel frangente la sua immensa disponibilità di combattenti consentì il riequilibrio della situazione, fino alla tregua tra le due Coree. A quel tempo la neonata Repubblica Popolare Cinese, dovendo ancora scontrarsi con una limita disponibilità nelle risorse tecnologiche, puntava per il PLA ad una dottrina di massa, basata sull'elevato numero degli effettivi. Ma a partire dalle Riforme del 1978, introdotte da Deng Xiaoping, il PLA entrò nell'era della modernizzazione con la “guerra di popolo” gradualmente sostituita da un sempre maggior ricorso alla tecnologia e alla professionalità; le sue dimensioni iniziarono così a calare, man mano che andava trasformandosi in una forza sempre più snella, versatile ed equipaggiata. 

 

Infine nel XXI° Secolo, con la Cina assurta intanto al rango di superpotenza, sotto Jiang Zemin, Hu Jintao ed oggi Xi Jinping il PLA ha conosciuto nuove e radicali evoluzioni, con massicci investimenti che hanno permesso lo sviluppo di raffinatissimi aerei da combattimento di quinta generazione come il J-20, grandi portaerei come la Fujian, sottomarini nucleari e sistemi missilistici balistici intercontinentali, come le nuove generazioni dei Long March, che riprendono il nome proprio dall'epica Lunga Marcia del 1934-1935. Oggi, il PLA si presenta come una forza militare moderna, integrata e con uno sguardo perennemente rivolto al futuro, in particolare in ambiti come l'aerospaziale, la marina o la cibernetica; nonché d'incrollabile spirito patriottico nella difesa della stabilità e dell'unità nazionale e nel senso di responsabilità verso la tutela degli equilibri regionali ed internazionali.

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